Gli inceneritori o termovalorizzatori sono impianti che bruciano rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata per produrre energia elettrica. Scopriamo come funzionano.
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Tipologie di inceneritori e di rifiuti
Gli inceneritori o termovalorizzatori sono degli impianti che permettono di eliminare i rifiuti solidi e di produrre energia elettrica con il calore prodotto dalla loro combustione. Gli inceneritori quindi hanno due vantaggi: uno è quello di smaltire attraverso un processo di combustione i rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata (evitando di creare nuove discariche) e due di produrre energia elettrica “pulita”. Oggi i termovalorizzatori hanno raggiunti livelli di sicurezza elevati e non inquinano anche se in passato si sono accese diverse proteste e polemiche da parte di associazioni ambientaliste e comitati cittadini per paura che inquinassero l’ambiente. In Italia l’inceneritore più famoso e all’avanguardia è quello di Brescia, poi ce ne sono altri sempre nel nord Italia come l’inceneritore di Padova. In Europa i paesi del Nord utilizzano già da molti anni i gli inceneritori per produrre energia elettrica e il più recente e famoso è il nuovo termovalorizzatore a Copenhagen, realizzato attraverso un processo di riconversione di un vecchio impianto, perfettamente sostenibile e integrato con l’ambiente naturale, che produce energia pulita per una cittadina di 30000 persone ed è stato pensato per esser un polo attrattivo per la città con la realizzazione di una pista da sci sulla copertura. Davvero pazzesco pensare a una cosa del genere fino a qualche tempo fa.
Gli inceneritori possono essere di quattro tipi:
- a griglie,
- a letto fluido,
- a forno rotativo
- a focolare multi-step.
Gli inceneritori possono ospitare anche rifiuti provenienti da altri stati o Regioni ma i rifiuti devono essere trattati prima di essere bruciati per eliminare le parti non combustibili e la frazione organica. In genere le tipologie di rifiuti che si possono bruciare per produrre energia elettrica pulita sono:
- rifiuti solidi urbani (piccoli imballaggi, carta sporca e stoviglie di plastica, ad esempio);
- rifiuti speciali non pericolosi (derivanti da attività produttive di industrie e aziende).
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Come funziona un inceneritore
Gli inceneritori o termovalorizzatori sono degli impianti che bruciano i rifiuti solidi all’interno di forni e producono vapore ed energia elettrica con il calore prodotto dalla loro combustione.
I rifiuti vengono vagliati prima di bruciare dentro ai forni per eliminare materiale non combustibile o frazioni organiche; a volte per bruciare i rifiuti nei forni si usa anche il gas metano che serve ad innalzare la temperatura di combustione quando i rifiuti hanno un basso potere calorifero.
La combustione dei rifiuti produce calore che porta a vaporizzazione l’acqua in circolazione in una caldaia posta a valle; il vapore così generato aziona una turbina che trasforma l’energia termica in energia elettrica. Negli impianti di ultima generazione viene ulteriormente recuperato ulteriormente il vapore generato e i forni sono azionati da energie rinnovabili come energia solare o geotermica. Per esempio all’estero (esempio dell’inceneritore di Copenhagen) l’energia elettrica prodotta viene fornita alla città sotto forma di teleriscaldamento. Una volta finito il processo di combustione con produzione di vapore e di energia termica/elettrica, vengono estratte le ceneri e vengono trattati i fumi per non inquinare l’aria.
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Difetti degli inceneritori
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Inceneritore vs riuso e riciclo dei rifiuti
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